Ufficio Cittadino - Sportello C.A.F. - Prov.le di Sassari
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Citta' di Sassari


Sassari
Sassari  in sassarese Tàttari in sardo,Sàsser in catalano) è un comune italiano di 127 601 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Sardegna.
Sede universitaria, arcivescovile e di sezione distaccata di corte d'appello, quinto comune nazionale per estensione e secondo centro dell'isola per popolazione Sassari costituisce il cuore di un'area vasta di circa 260 000 abitanti.

Territorio
La città di Sassari è il polo urbano storico del Capo di sopra dell'isola. Con i suoi 546,08 km², è il comune più esteso della regione e il più esteso d'Italia dopo Roma, Ravenna, Cerignola e Noto. Essa sorge su un tavolato calcareo declinante a nord-ovest verso il Golfo dell'Asinara e la pianura della Nurra, mentre a sud-est il terreno è prevalentemente collinare. Il territorio urbano e suburbano è caratterizzato da valli e gole che incidono profondamente l'altopiano su cui è adagiata la città. Coltivazioni ortive, oliveti e boschi circondano il centro urbano e costituiscono l'aspetto paesaggistico peculiare di tutto il settore orientale del territorio comunale.
Clima
Sassari gode di un clima temperato caldo di tipo mediterraneo. Gli inverni sono miti e umidi, le estati calde e secche. Le precipitazioni si concentrano soprattutto nei mesi invernali e autunnali. I dati pluviometrici differiscono a seconda dell'altimetria e della distanza dal mare, la media nel territorio comunale è di 588,2 mm/anno, ma notevoli differenze si riscontrano nelle stazioni localizzate nell'area urbana e in particolare nei quartieri meridionali, fino a un massimo di 647,7 mm/anno presso la stazione meteorologica di Serra Secca, posta a 310 metri sul livello del mare Le nevicate sono sporadiche ma non eccezionali. Le precipitazioni a carattere nevoso si concentrano generalmente nei mesi di gennaio e febbraio. Il clima dell'area di Sassari risulterebbe, secondo la rivista statunitense Weatherwise, tra i 10 più confacenti alla specie umana. Più precisamente viene collocata al 4º posto mondiale, tra le 10 città con il clima più piacevole
Le origini e il Libero Comune
È solo nel 1131 che la città compare per la prima volta nelle carte geografiche col nome di Jordi de Sassaro. Numerose informazioni circa la città sono contenute nel Condaghe di San Pietro in Silki, codice medievale scritto in logudorese e compilato dal 1150 al 1180 Fu l'ultima capitale del Giudicato di Torres, nel 1294 divieneLibero Comune, confederato a Genova, a seguito della promulgazione degli Statuti Sassaresi. Questo corpus di leggi, redatto sia in latino che in sardo logudorese, regolava l'organizzazione ed il funzionamento della città: dall'urbanistica, alle attività economiche, alla giustizia. Gli statuti sassaresi sono uno dei documenti identitari più importanti non solo per la città di Sassari, ma per l'intera isola. È in questo periodo che, contesa fra le repubbliche marinare, Sassari si dotò delle prime mura.
Sassari aragonese e spagnola[modifica | modifica wikitesto]
Alla notizia dell'intervento aragonese, la borghesia cittadina si avvicinò ai reali d'Aragona, presentando nel 1323una propria delegazione alla corte dell'infante Alfonso e offrendosi di essere parte del nascente Regno di Sardegna, ottenendo nel 1331 l'elevazione di Sassari allo status di Città Regia. Ciononostante i sassaresi mal tollerarono la sudditanza e la scarsa autonomia; così, sotto la spinta della Repubblica di Genova e dei Doria, la città si ribellò ai catalano-aragonesi, dando inizio ad un periodo di rivolte popolari[9], che videro la città divenire l'ultima capitale del Giudicato di Arborea dal 1410 al 1420, cessando solo con la vendita dei diritti di quest'ultimo e l'avvento di Alfonso V il Magnanimo. Gli aragonesi costruirono il castello di Sassari con lo scopo principale di difendersi dalle rivolte degli stessi sassaresi; esso venne demolito nel 1877 per decisione del Consiglio comunale, in quanto simbolo dell'oppressione straniera e dell'oscurantismo religioso, essendo stato sede dell'Inquisizione spagnola. I resti del castello, comprendenti le fondazioni e due corridoi dell'antemurale cinquecentesco che ospitava le artiglierie, sono stati recentemente riportati alla luce e sono visitabili nell'omonima piazza.
Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo Sassari visse un periodo di grave crisi economica e sociale. Nel 1527-28venne ripetutamente invasa e saccheggiata dai francesi; le continue incursioni piratesche nel Mediterraneoimpoverirono l'economia cittadina, basata sul commercio, e diverse epidemie uccisero molti dei suoi abitanti.
La facciata barocca della Cattedrale di San Nicola.
Nella seconda metà del XVI secolo la città si risollevò dopo anni di crisi, rinacque culturalmente, rifiorirono le arti, grazie all'introduzione della stampa, si diffuse il pensiero umanistico, grazie anche all'opera di Giovanni Francesco Fara e del vescovo Salvatore Alepus. Tra i pittori che svolsero la loro attività in città, a quel tempo, sono da menzionare Giovanni Muru, il Maestro di Ozieri (Giovanni del Giglio), Andrea Lusso, il fiorentino Baccio Gorini e vari artisti di scuola fiamminga. Nel 1562 venne istituito uno studio generale, aperto dai Gesuiti, che, nel 1617, portò alla fondazione della prima università della Sardegna, cui contribuirono, fra gli altri, Alessio Fontana, funzionario della cancelleria di Carlo V, che, nel 1558, nel proprio testamento lasciò i suoi beni alla municipalità per l'istituzione dell'Ateneo, e l'arcivescovo Antonio Canopolo, che nel 1611 fondò un Seminario Tridentino (con annesso Convitto per esterni), per la diocesi di Oristano, affidato ai gesuiti e oggi evolutosi in Convitto Nazionale "Canopoleno".
La cosiddetta lotta per il primato acuì la rivalità con la città di Cagliari; la competizione tra le capitali del Capo di sopra e del Capo di sotto porterà i sassaresi a a rivendicare il diritto ad avere un Parlamento nella propria città, e la sede del Sant'Uffizio dell'Inquisizione.
Nel 1582 la città viene colpita da una grave epidemia di peste e, con la decimazione della popolazione a seguito di questa e di altre epidemie, Sassari cessò di essere il maggior centro dell'isola. L'ultima fase della dominazione spagnola comporta anni di decadenza per Sassari e per tutta la Sardegna, visto il minor interesse verso l'isola da parte degli iberici, dopo che la Corona di Spagna aveva iniziato la sua espansione nel Nuovo Mondo.
Sassari sabauda[modifica | modifica wikitesto]
Col Trattato di Utrecht nel 1713, inizia la breve dominazione austriaca. Pochi anni dopo nel 1720, la Sardegna passa ai Savoia. Sul finire del XVIII secoloin città, sulla scia dei sommovimenti locali e della diffusione delle idee della rivoluzione francese, la nobilità sassarese sfrutta l'occasione per chiedere al Re l'autonomia da Cagliari. Questo provocò la reazione dei cagliaritani, che cercarono l'appoggio dei vassalli locali, e degli abitanti di tutto ilLogudoro per manifestare in città il 28 dicembre 1795 cantando il famoso inno Su patriotu sardu a sos feudatarios.
Piazza Tola
Veduta dalla Valle di Rosello, 1849, John Warre Tyndale.
Il ViceRé Filippo Vivalda, preoccupato di una possibile degenerazione in rivolta inviò a Sassari Giovanni Maria Angioy, funzionario e giudice della Reale Udienza, con la carica di alternòs, ovvero rappresentante del Governo con delega dei poteri viceregi, dove fu accolto come un liberatore trionfante.[11] Angioy cercò per tre mesi di riconciliare feudatari e vassalli, ma resosi conto del diminuito interesse e sostegno governativo e cagliaritano, lavorò ad un piano eversivo con emissari francesi, mentre Napoleone Bonaparte invadeva l'Italia. Tuttavia venendo meno ogni possibile appoggio esterno con l'armistizio di Cherasco e la Pace di Parigi, decise di effettuare una marcia antifeudale su Cagliari ma dal Viceré gli vennero revocati i poteri, e dovette arrestare la marcia dopo esser stato abbandonato da molti sostenitori all'accoglimento reale della cinque richieste degli Stamenti Sardi, fuggendo a Parigi.

Ristabilito il controllo, i Savoia sedarono il dissenso senza tuttavia far cessare del tutto le rivolte e dissidi che continuarono sporadici fino alla metà dell'Ottocento, come nel 1833 quando il patriota sassarese Efisio Tola venne fucilato a Chambéry perché accusato di essere vicino agli ideali della Giovine Italia diGiuseppe Mazzini.
Fra la fine del XVIII e tutto il XIX secolo, si vive un'era di rinascita culturale e urbanistica, l'Università viene riaperta, la città dopo cinque secoli si espande oltre il tracciato delle Mura di Sassari, fortificazioni pisane trecentesche, (quando in concomitanza di un'epidemia dicolera venne dato il permesso di abbatterle in grande parte, dando così sfogo ad un abitato che era divenuto estremamente compatto e denso), si costruiscono nuovi quartieri, prendendo come modello la nuova capitale del regno, cioè Torino, con strade a maglia ortogonale, viene realizzato il nuovo ospedale, le carceri, il teatro civico, scuole e piazze, la rete ferroviaria e fognaria, l'illuminazione a olio, e più avanti, a gas, il vicino Porto di Torres, viene ristrutturato, si attivano i primi collegamenti navali di linea tra il porto sardo e Genova, con l'impiego di navi a vapore, come il Gulnara, prima imbarcazione che utilizzava questo tipo di propulsione, in Italia. La città si apre ad importanti attività imprenditoriali, l'industriale sassarese Giovanni Antonio Sanna, acquisisce la miniera di Montevecchio, si crea un'area industriale a ridosso della nascente ferrovia, diventa la seconda città italiana per la produzione delcuoio. La nuova espansione urbanistica seguì uno sviluppo geometrico regolare, costretto a fertili compromessi con la realtà del territorio e gli eventi storici. L'asse centrale, il corso Vittorio Emanuele, venne prolungato dando vita a via Roma, strada principale del quartiere umbertino.
Sassari contemporanea
"Grattacielo nuovo"
Nel Novecento, i successivi piani regolatori ampliarono la griglia inserendo nuovi assi generatori verso le principali emergenze architettoniche dei dintorni, estendendo l'abitato oltre i limiti delle valli e procedendo con diversezonizzazioni a carattere residenziale e commerciale. Passando indenne la seconda guerra mondiale e scampando a tre bombardamenti programmati che fecero cadere una sola bomba nei pressi della stazione causando una vittima, e diventando repubblicana suo malgrado avendo confermato la fedeltà alla monarchia sabauda col 71,7% dei voti,[13] la città crebbe principalmente per la migrazione dall'entroterra, grazie al costante afflusso dai paesi del nord Sardegna, esercitando una forte influenza nella vita pubblica italiana, sia in campo militare grazie alla Brigata Sassari, sia nelle vicende politiche (vedansi i Presidenti della Repubblica ItalianaAntonio Segni e Francesco Cossiga, nonché Enrico Berlinguer), molti dei quali legati all'episodio dei cosiddettigiovani turchi. Fino alle creazione della provincia di Olbia-Tempio, Sassari era capoluogo della più grande provincia d'Italia, e nonostante il distacco della ex-frazione di Stintino è ancora il quinto comune italiano per estensione territoriale con una superficie di 546 km². Raggiungendo una popolazione di 130.000 abitanti, in leggera ma costante crescita, Sassari resta la seconda città dell'isola e il centro di riferimento del Capo di sopra.

Origini del nome
L'origine resta ignota e oggetto di speculazioni accademiche. L'odierno toponimo ricorre dalla metà del XII secolo in diverse forme, fra quali Sassaris, Sassaro, Sasser, Sacer alternato con Thathari, Thathar, Táttari, essendo non raro il passaggio ss-th in sardo. Secondo Massimo Pittau troverebbe riscontro in altre località (sássari, sátzari, sátzeri, perda'e sássari, perda'e sassu, sássinu-a), tradotto come "ciottoli di fiume" dal sardiano, antecedente allatino saxum. Questo conferma l'origine non medioevale, bensì nuragica e prenuragica, dell'insediamento nelle valli sassaresi, ricche di sorgenti e corsi d'acqua.

Simboli
Stemma del Comune di Sassari
Il Comune di Sassari ha come segno distintivo lo stemma storico concesso con Regio Diploma del 15 gennaio1767 dal Re Carlo Emanuele III e confermato dal Regio Decreto del 10 aprile 1936.
« Inquartato: Inquartato: al 1° e 4° di Savoia (di rosso alla croce d'argento); al 2° e 3° d'oro al castello merlato di rosso, aperto e finestrato. »
Lo scudo è inoltre cimato dalla corona marchionale, ornato da due fronde di palma ai lati e accompagnato da due cavalli quali onereficenza al podestà Cavallino de Honestis sotto cui Sassari si rese un libero Comune. Le torri riprendono la simbologia del Giudicato di Torres e della città di Turris Libisonis o Porto Torres. Fino al 1766, come nei sigilli di altre città sarde, permanevano le insegne della signoria iberica. Queste vennero poi sostituite dietro suggerimento del Ministro Giovanni Battista Lorenzo Bogino negli stemmi con la Croce di Savoia, anche nel caso di Bosa, Cagliari, Oristano e Alghero (che la rimosse nel 1991 per tornare ai colori iberici). La corona marchionale venne invece riservata solo a Cagliari e a Sassari.
Onorificenze
Sassari, già libero Comune, ottenne il titolo di città regia il 20 agosto 1331, terza città nell'isola pochi anni dopoIglesias (come Villa di Chiesa) e Cagliari (come Castel de Càller e in seguito solo Càller), che l'avevano ottenuto il 7 giugno e il 25 agosto del 1327.
Tale titolo fece seguito al diritto di mantenere i propri statuti comunali, ottenuto il 7 maggio 1323 da Giacomo II di Aragona, sebbene mutati nell'estensione dei privilegi barcellonesi. La città, ammessa così all'unione perpetua alla Corona, fondò il proprio status giuridico sugli speciali privilegi concessi dal sovrano. Questo portò ad una mutazione del diritto locale in favore di quello straniero, dove al modello comunale podestarile italiano venne sostituito il modello barcellonese: alla figura del podestà venne affiancata quella del vicario, limitandone la precedente totale giurisdizione, la nomina come la retribuzione divenne regia, la carica a tempo indeterminato e aperta anche ai feudatari. La carica di Governatore poi si intese estesa all'intero Capo di sopra
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Siti archeologici
Altare di Monte d'Accoddi
  • Complesso prenuragico di Monte d'Accoddi, piramide a gradoni di origine prenuragica, IV millennio a.C.
  • Giacimento fossile di Fiume Santo, dove è stato rinvenuto lo scheletro di un Oreopithecus bambolii, primate antropomorfo vissuto 8-9 milioni di anni fa
  • Necropoli di Montalè, presso Li Punti
  • Necropoli di Ponte Secco, presso Ottava
  • Necropoli di Li Curuneddi
  • Nuraghi Rumanedda, Giagamanna, Li Luzzani, Gioscari, Funtana di la Figga, San Giovanni

Piazze
  • Piazza d'Italia
  • Piazza Azuni
  • Piazza Tola
Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]
Chiesa di Santa Caterina (XVI secolo)
  • Chiesa rupestre di Funtana Gutierrez, VII-IX secolo.
  • Chiesa di San Pietro di Silki, XI-XVII secolo.
  • Cattedrale di San Nicola, XII-XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria di Betlem, XII-XIX secolo.
  • San Michele di Plaiano, XII secolo.
  • Santa Barbara di Innoviu, XIII secolo.
  • Nostra Signora di Latte Dolce, XIII secolo.
  • Chiesa di San Quirico, XIII-XVI secolo.
  • San Donato, XIII-XVII secolo.
  • San Giacomo di Taniga, XIV secolo.
  • Cappella dell'Annunziata e Cappella dell'Ospedale di Santa Croce, XV secolo.
  • Sant'Agostino, XVI-XVII secolo.
  • San Giacomo, XVI-XVII secolo.
  • Santa Caterina, XVI secolo.
  • Madonna del Rosario, XVII secolo.
  • Sant'Andrea, XVII secolo.
  • Episcopio, XVII secolo.
  • Chiesa e convento del Carmelo, XVII-XVIII secolo.
  • Chiesa e convento delle Cappuccine, 1673-1695.
  • Sant'Antonio Abate, 1700-1707.
  • Chiesa di San Pasquale Baylon, 1780.
  • Basilica del Sacro Cuore, 1943-1952.
  • Chiesa di San Michele di Murusas, XII secolo.

Architetture civili
Palau Montanyans (XV secolo)
Laveria dell'Argentiera.
  • Casa aragonese, XV-XVI secolo.
  • Case gotiche catalane, corso Vittorio Emanuele, XV secolo.
  • Ex Casa Professa ora Museo Sassari Arte, fine del XVI secolo con modifiche seguenti, architetto Fernando Ponce de Leon.
  • Palazzo Manca di Usini in piazza Tola, dal nome del barone d'Usini che ne fu edificatore, sede della biblioteca comunale, XVI secolo.
  • Università ed estanco (sede di monopolio) del tabacco, XVI-XVII secolo.
  • Palazzo Moros y Molinos, XVII secolo.
  • Fontana di Rosello, 1585-1606
  • Palazzo della Frumentaria, XVI-XVII secolo, antico deposito pubblico del grano
  • Palazzo di San Saturnino, inizi XIX secolo.
  • Palazzo Quesada di San Sebastiano, inizi XIX secolo.
  • Palazzo Ducale, dal duca dell'Asinara, sede del Comune di Sassari, 1775-1804, architetto Carlo Valino
  • Teatro Civico o Palazzo Civico o Palazzo di Città, 1826-1830
  • Palazzo della Provincia in piazza d'Italia, sede della Provincia di Sassari, 1873
  • Palazzo Giordano, piazza d'Italia, sede del Banca di Credito Sardo, 1878
  • Palazzo Cugurra in via Roma, sede di uffici della Regione Sardegna
  • Villa Mimosa già villa Sant'Elia, sede della Confindustria locale
  • Ponte Rosello, 1934
  • Palazzo Tola
  • Palazzo Quesada
  • Palazzo Nigra Ciceri
  • Casa Ferrà
  • Palazzo Arborio Mella (Artea)
  • Convitto Nazionale Canopoleno
  • Padiglione per l'artigianato "Eugenio Tavolara" per l'esposizione dell'Istituto sardo organizzazione lavoro artigianale (ISOLA), 1956, architetto Ubaldo Badas
  • Borghi minerari dell'Argentiera e di Canaglia


Lingue e dialetti
Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua sassarese e Sardo logudorese.
In arancio la zona di diffusione delsassarese
Oltre all'italiano nell'intero territorio di Sassari, come nei tre Comuni confinanti verso nord, si parla il sassarese, parlata locale di origine corsa fortemente influenzata dal sardo-logudorese. Il Fara (erudito e scrittore sassarese) vissuto nel 1500, nella sua opera attesta che a Sassari alla fine di quel secolo, si parlava sardo-logudorese come in tutta la Sardegna Settentrionale, mentre un altro studioso scrive, all'inizio del 1600, che a Sassari "ormai la maggior parte dei giovani parla corso". Quindi è documentato che il trapasso da un linguaggio all'altro è avvenuto ai primi del 1600. È documentato anche che a Sassari, già nel 1500, esisteva una folta colonia Corsa, costituita in gran parte da personaggi abbienti e colti, come medici e notai, che promossero e finanziarono la costruzione di alcune opere importanti, ad esempio la chiesa di Sant'Andrea, in Corso Vittorio Emanuele, proprio davanti all'inizio di Via dei Corsi. Questo spiega molte cose, per esempio perché le leggi del Libero Comune di Sassari, raccolte negli Statuti Sassaresi, siano scritte in sardo-logudorese, come in sardo loguorese sono ancora molti toponimi nei pressi di Sassari, nonostante diversi studiosi, senza documentazioni reali, ma solo basandosi su teorie ed ipotesi,[senza fonte] rintracciano la componente primaria nel dialetto pisano, come lo storico sassarese Enrico Costa, che scrive «Ai Pisani dobbiamo anche il nostro dialetto, che per la maggior parte è quasi lo stesso che vi si parla oggi - una specie di toscano del secolo XIII - corrotto più tardi da un po' di corso e da molto spagnuolo»[20] e come lo studioso Mario Pompeo Coradduzza «il sassarese deriva dalla lingua italiana e, più precisamente, dal toscano antico, poi trasformatosi lentamente in dialetto popolare fin dal secolo XII, quando ancora i borghesi e i nobili parlavano in sardo logudorese. Durante l'età del Libero Comune (1294 - 1323), il dialetto sassarese non era altro che un pisano contaminato, al quale si aggiungevano espressioni sarde, corse e spagnole; non è quindi un dialetto autoctono, ma continentale e, meglio determinandolo, un sotto - dialetto toscano misto, con caratteri propri, diverso dal gallurese di importazione corsa»[21], dove entrambi non sembrano propendere per un'influenza più rilevante del sardo rispetto ad altri apporti linguistici.
La lingua che nacque con Sassari divenne patrimonio della popolazione e della classe mercantile, e viene oggi considerata un idioma a sé stante Le città di Porto Torres, Stintino e Sorso trovano un'affinità fra loro e con Sassari, in quanto condividono la parlata sassarese, detta anche turritano, dal nome del Giudicato di Torres. Per la vicina Sennori il dialetto è una grande peculiarità, data la brevissima distanza da Sorso e Sassari; infatti si parla il sardo logudorese, seppure con la caratteristica di avere al plurale solo sostantivi di genere maschile, proprio come il turritano. L'uso della lingua si estende nella restante fascia costiera fino alla foce del Coghinas, nella sua variante castellanese di transizione verso il gallurese, nei comuni diCastelsardo, Tergu e Sedini.
Nella città di Sassari infine, per via dell'immigrazione dai paesi sardofoni, è diffuso anche il logudorese.

Tradizioni e folklore
Costume di Sassari
Nel 2002 è stato ricostruito un costume "tradizionale", quello rosso degli ortolani di Sassari, sulla base della documentazione iconografica esistente, per quanto frammentaria e lacunosa, e facendo riferimento all'immigrazione popolare dal Logudoro, specie dai centri prossimi alla città.

Cultura
Università
Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi di Sassari.
Sede centrale dell'Università
L'Università degli Studi di Sassari istituita tra il 1562 e il 1617 è tradizionalmente vocata allo studio del diritto, dell'agraria e della veterinaria, con posizioni di rilievo nella classifica stilata annualmente dal Censis, che considera come fattori di valutazione produttività, capacità d'attrazione, qualità della ricerca, offerta formativa e relazioni internazionali. Sassari è sede di un master in giornalismo riconosciuto dall'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana. Nel 2012 l'università sassarese ha celebrato i suoi primi 450 anni di storia e per l'occasione il 21 febbraio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è andato appositamente a Sassari per visitare l'ateneo cittadino.
La città è anche sede di un'Accademia di belle arti e di un Conservatorio di musica.
Nei giorni 4 e 5 dicembre 2014 l'Università di Sassari ha ospitato la dodicesima edizione delPremio Nazionale dell'Innovazione.
Scuole secondarie[modifica | modifica wikitesto]
A Sassari sono presenti diversi istituti di istruzione secondaria superiore, ad indirizzo umanistico, scientifico, tecnico e professionale:
  • Convitto Nazionale Canopoleno con annesse scuole (materna - elementare - media - liceo classico con tre diversi indirizzi); è l'istituzione educativa più antica della città (1611)
  • Liceo classico Domenico Alberto Azuni
  • Liceo scientifico Giovanni Spano
  • Liceo scientifico Guglielmo Marconi
  • Liceo delle scienze umane Margherita di Castelvì
  • Istituto Statale d'Arte Filippo Figari
  • Istituto tecnico geometri "Devilla"
  • Istituto tecnico industriale "Angioy"
  • Istituto tecnico agrario "N. Pellegrini"
  • Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "N. Pellegrini”

Musei
Museo Archeologico Nazionale G.A. Sanna
  • Museo nazionale archeologico ed etnografico G. A. Sanna, detto anche Museo Sanna
  • Museo della Brigata Sassari, ospitato nella Caserma La Marmora
  • Museo Sassari Arte (MUS'A), nell'ex-seminario-convitto gesuitico Canopoleno
  • Museo d'arte contemporanea Masedu, detto anche Museo Masedu
  • Museo dell'arte del novecento e del contemporaneo, detto anche Museo Biasi
  • Palazzo della Frumentaria
  • Museo etnografico Francesco Bande, detto anche Museo Bande
  • Collezione Sironi, presso la sede del Banco di Sardegna
  • Museo Diocesano, presso la Cattedrale di San Nicola e la chiesa di San Michele
  • Museo storico della città di Sassari, presso il Palazzo di città
  • Museo dei Gremi e dei Candelieri
  • Museo Universitario Geomineralogico "Aurelio Serra".
  • Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione Anatomica Luigi Rolando. Dipartimento di Scienze Biomediche, sezione Anatomia Umana Normale
  • Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione Entomologica. Dipartimento di Protezione delle Piante
  • Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione di Botanica Farmaceutica. Dipartimento di Scienze del farmaco
  • Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione Zoologica. Dipartimento di Zoologia e Antropologia Biologica
  • Museo della Scienza e della Tecnica, Collezione di Fisica. Struttura Dipartimentale di matematica e fisica
  • Museo di Storia dell'Agricoltura e Collezione Agronomica. Dipartimento di scienze agronomiche e genetica vegetale agraria

Cucina
La cucina tipica sassarese è ricca e variegata, composta da molte pietanze fortemente legate alla tradizione contadina della città ma diffusa e legata anche alle tradizioni dei centri vicini. Le verdure sono infatti regine nella maggior parte delle pietanze locali, assieme alle parti meno pregiate degli animali da macello, in particolare agnello e maiale. Gli ortaggi più conosciuti ed utilizzati della cucina sassarese sono la melanzana (mirinzana), la cipolla (ziodda) e le fave (faba).
Tra i primi piatti troviamo la mineshtra e fasgiori o mineshtra e patati, una zuppa preparata con fagioli, patate, lardo, finocchietto selvatico e pomodorisecchi. La classica fabadda viene tradizionalmente preparata nel periodo di carnevale: è una zuppa molto densa a base di fave secche, cavolo, finocchi, cotenna e carne di maiale. In genere è consumata in occasioni conviviali, con larga presenza di parenti o amici. Tra i primi a base di pasta ricordiamo igiggioni, ossia gli gnocchi conditi con sugo di salsiccia. Altri piatti a base di verdure sono le fave cotte a ribisari, cioè lessate e condite con aglio e prezzemolo; e i carciofi, preparati tradizionalmente con le patate (ischazzofa e patati).
Tra i secondi piatti, principalmente a base di carne, troviamo la cordula con piselli, un piatto preparato con le interiora dell'agnello avvolte nell'intestino e cotte con piselli, cipolle e salsa di pomodoro; la trippa cotta nel sugo di pomodoro da mangiare spolverata di abbondante pecorino grattugiato; i pedi d'agnoni, ovvero i piedini dell'agnello cotti in salsa di pomodoro oppure con solo aglio e prezzemolo. Un posto importantissimo, ma peculiare in realtà dell'attiguo centro di Ossi, occupano le chiocciole (spesso chiamate lumache) nelle loro varie pezzature: dalle lumachine "Theba pisana"(ciogga minudda) lessate con delle patate, alle lumache "Eobania vermuculata" (ciogga grossa) preparate con un sugo piccante o con aglio a prezzemolo- i lumaconi "Helix aspersa" (coccoi) che vengono serviti ripieni di un impasto di formaggio, uova, prezzemolo spezie e pangrattato. Non mancano le monzette (lett. "suorine" per via del cappuccio bianco a chiusura del guscio), cotte in padella con aglio, olio, prezzemolo.
Il piatto tipico più conosciuto è invece lo ziminu, zimino, cotto in grabiglia, cioè le interiora del vitello come diaframma (parasangu), intestino (cannaculu), cuore, fegato e milza, cotte in graticola sulla brace. Alla brace vengono preparate anche le sardine, anche queste molto apprezzate dai sassaresi.
Tra i dolci, oltre a quelli tipici della Sardegna settentrionale come papassini, tiricche e seadas, sono proprie della città e dei dintorni le frittelle lunghe (li frisgiori longhi o "sas frigjolas"): preparate principalmente durante il carnevale, sono fatte di un impasto di farina, acqua, zucchero, anice e scorza d'arancia grattugiata, fritto in forma di lunghi cordoni. Piatto tipico "adottato" è la fainé genovese. È ottenuta da un impasto molto semplice di farina di ceci, olio, acqua e sale (spesso arricchita da più ingredienti a piacere come le cipolle o le salsicce), cotta in teglia ad alta temperatura e servita già tagliata, spesso con pepe nero tritato. Viene preparata in alcuni locali tipici (dove è l'unico piatto servito) ma anche in molte pizzerie e paninoteche.
Eventi
Le manifestazioni cittadine, a carattere religioso, folcloristico e turistico, sono capaci di richiamare da decenni oltre centomila spettatori, anche dall'estero.
Faradda di li candareri
Bene protetto dall'UNESCO Patrimonio immateriale dell'umanitàCelebrazione delle grandi strutture processionali a spalla
(EN) Celebrations of big shoulder-borne processional structures
La Discesa dei CandelieriStato ItaliaInserito nel2013ListaLista rappresentativa del patrimonioSettoreArti dello spettacoloScheda UNESCO(AR, EN, ES, FR) 00721Lo stesso argomento in dettaglio: Faradda di li candareri.
Il 14 agosto a Sassari è festha manna, ovvero festa grande: la città è attraversata dalla Faradda di li candareri (Discesa dei candelieri) una processione che viene conclusa da una cerimonia sacra per sciogliere il voto alla Vergine Assunta che, nel XVI secolo, si credeva salvò la città dalla peste, che vede i cittadini distribuiti tra i diversi gremi (corporazioni medievali di arti e mestieri), portare sulle spalle i candelieri riccamente ornati per le vie della città, danzando fino alla chiesa di Santa Maria di Betlem. Tale festa è molto sentita dalla popolazione che per l'evento si riversa per le vie del centro storico dal primo pomeriggio sino a tarda notte. Le varie piazze sono invase da musica e canti ma dominante rimane il rimbombo dei tamburi che accompagna la "discesa" dei gremi con i candelieri in spalla.
La Cavalcata Sarda[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Cavalcata sarda.
Dal 1711, anno citato da Enrico Costa, la città è teatro anche della Cavalcata sarda, che dal 1951 è organizzata con cadenza annuale nella penultima domenica di maggio. La manifestazione, a carattere laico, consiste nella sfilata di gruppi folcloristici provenienti da varie zone della Sardegna che, appiedati o a cavallo e indossando i propri costumi tradizionali, mostrano al pubblico aspetti etnografici ed enogastronomici della cultura sarda.
Festa del Voto[modifica | modifica wikitesto]
Molto sentita è la festa del Voto, che si svolge l'ultima domenica di maggio, in ricordo del voto che, durante l'ultima guerra mondiale, fece l'allora arcivescovo di Sassari, Arcangelo Mazzotti, alla Madonna delle Grazie di San Pietro in Silki, dopo che una bomba cadde sulla stazione ferroviaria. L'Arcivescovo promise con voto solenne, che ogni anno si sarebbe svolta una processione, dal Duomo alla Chiesa di S. Pietro, per onorare l'esaudimento del voto. Sassari in effetti non subì più alcun bombardamento.
presenta il territorio della Nurra di Sassari.

Strade
La SS 131 Carlo Felice collega Sassari con Porto Torres, con il centro e con il sud della Sardegna. La SS 597 di Logudoro collega la città al Monteacuto, alla Gallura e ad Olbia, mentre la SS 291 della Nurra la collega adAlghero. La SS 672 Sassari-Tempio a scorrimento veloce collega invece Sassari a Tempio Pausania, costituendo una variante del tortuoso tracciato della SS 127 Settentrionale Sarda che attraversa l'Anglona, dalla quale prende il nome anche la SS 200 dell'Anglona, che raggiunge Sennori, Sorso e Castelsardo. La Strada Provinciale 15/M a scorrimento veloce collega Sassari con Ittiri.
Ferrovie
Lo stesso argomento in dettaglio: Ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima, Ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima, Stazione di Sassari,Ferrovia Sassari-Sorso, Ferrovia Sassari-Tempio-Palau e Ferrovia Sassari-Alghero.Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Stazioni ferroviarie di Sassari
Il fabbricato viaggiatori dellastazione di Sassari, la più importante della città
Sassari è collegata attraversata dalla ferrovia Ozieri Chilivani-Porto Torres Marittima di RFI, su cui Trenitaliaesercita relazioni con Olbia, Cagliari (entrambe con snodo ad Ozieri-Chilivani) e Porto Torres. È inoltre collegata ai vari comuni limitrofi tramite linee regionali a scartamento ridotto (ARST). Queste ferrovie, come tutte quelle dellaSardegna, sono non elettrificate, e l'intero parco rotabile è costituito da automotrici e locomotori a trazione termica (diesel). I collegamenti principali sono con Alghero e con Sorso, più uno esclusivamente turistico con Tempio e Palau. Numerose le stazioni attive sia in città che nella sua periferia per il servizio di trasporto pubblico. Presso lastazione centrale di Sassari è esistente anche un centro intermodale merci, che consente la movimentazione dei container tra il gommato ed il ferroviario, sebbene non in uso dal 2011.
Aeroporti
A 30 km dal centro urbano è ubicato l'aeroporto di Alghero-Fertilia, aeroporto di riferimento della città.
In località Platamona a 12 km dal centro cittadino è presente un'aviosuperficie utilizzata dagli appassionati di velivoli ultraleggeri. È stata avanzata la proposta della creazione di un aeroporto presso Badesi, in località Muddizza di Poisa, che ha creato polemiche sulla reale necessità dell'infrastruttura e sulla localizzazione nei pressi del sito di interesse comunitario alla foce del Coghinas.
Mobilità urbana
Tram Sirio in servizio nelle strade sassaresi
Lo stesso argomento in dettaglio: Azienda Trasporti Pubblici Sassari e Tranvia di Sassari.
L'Azienda Trasporti Pubblici Sassari (ATP) collega la città con la periferia e l'hinterland attraverso 12 linee urbane (numerate da 1 a 8, due circolari con capolinea alla Stazione e una notturna) e 12 suburbane, di cui due varcano i limiti comunali e raggiungono varie località di Porto Torres e Sorso.
La tranvia di Sassari è gestita dall'ARST. La prima linea della metrotranvia, inaugurata il 27 ottobre 2006, collega il quartiere di Santa Maria di Pisa alla stazione e all'Emiciclo Garibaldi. È inoltre prevista la realizzazione del prolungamento per Li Punti-Baldinca-San Giovanni e l'elettrificazione della ferrovia Sassari-Sorso, già rettificata in passato.
Amministrazione
Palazzo Ducale, sede del Comune
L'attuale sindaco è Nicola Sanna, eletto nelle consultazioni del 25 maggio 2014 a capo di una coalizione di centro-sinistra.

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Casartigiani Service
Ufficio Cittadino - Sportello C.A.F. - Prov.le di Sassari
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